Pavimenti Antisdrucciolo

Ciclo per la realizzazione di pavimenti industriali con caratteristiche antiscivolo. Limita il rischio di caduta degli operatori in quei locali dove è probabile il versamento di polveri, acqua, olii ed altri prodotti chimici che possono indurre allo scivolamento.

Descrizione

Va premesso che un pavimento con finitura antisdrucciolo non si ottiene con prodotti particolari, ma con una specifica tecnica di applicazione.

Nella presente scheda, quindi, non saranno presentati “smalti antisdrucciolo”.

Tale tipo di finitura, infatti, si può ottenere con tutti gli smalti idonei alla verniciatura dei pavimenti:

· poliuretanici bicomponenti POLISINTER P,

· poliuretanici monocomponenti POLIMAS,

· epossidici esenti da solventi REPOFLEX PV,

· epossidici a solvente SITERPOX EXTRA,

· epossidici all’acqua EPOFLOOR P70,

· metacrilato PICADUR FINITURA,

· acrilici a solvente ACRISINTER,

· acrilici all’acqua ACRIFLOOR,

· clorocaucciù CLOROSINT, ecc.

La scelta dello smalto da applicare verrà eseguita tenendo conto di diversi criteri: destinazione d’uso del locale, caratteristiche di resistenza chimico/meccanica, criteri estetici di brillantezza e fotoresistenza, requisiti di igienicità o di idoneità al contatto con alimenti, criteri ecologici che vietano l’uso di prodotti a base solvente e impongono le vernici all’acqua, aspetti economici legati al budget di spesa stabilito dal cliente, ecc..

L’effetto antisdrucciolo viene ottenuto aggiungendo agli smalti dei granelli di inerte. A tal scopo si possono utilizzare grani di diverso materiale:

· sabbia,

· microsfere di vetro,

· granuli di polipropilene.

La sabbia è il tipo di inerte più economico, facilmente reperibile, per usi generali, indicato laddove non è richiesta una finitura estetica di alto pregio come garage,

cantine, magazzini, ecc.. In fase di applicazione, infatti, a causa della sua pesantezza, tende a sedimentare ed è difficile ottenere una distribuzione omogenea dei granuli su tutta la superficie trattata.

Le perline di polipropilene sono un materiale pregiato e costoso da preferire per i pavimenti di negozi, bar, saloni, esposizioni, ecc.. in quanto garantiscono risultati di ottimo livello estetico. Per la loro leggerezza, infatti, rimangono in sospensione nello smalto permettendo una distribuzione uniforme su tutto il pavimento. Le particelle di polipropilene, inoltre, hanno forma arrotondata che fornisce una minore abrasività rispetto alla sabbia. La pellicola di smalto che riveste il polipropilene è meno sottoposta a stress, di conseguenza i rivestimenti antisdrucciolo realizzati con questo sistema risultano più resistenti al transito e all’usura.

Le microsfere di vetro costituiscono la via di compromesso tra i due tipi di inerti sopra descritti: sedimentano meno della sabbia e sono meno costose del polipropilene.

La pellicola di smalto che si ottiene appare regolarmente cosparsa dei granuli antisdrucciolo e l’effetto visivo è di buon livello così come la resistenza all’usura.

Altri aspetti da decidere nella realizzazione di un pavimento antiscivolo sono la granulometria e il quantitativo dell’inerte, che devono essere tali da conferire al pavimento l’effetto antisdrucciolo desiderato senza compromettere il requisito di facilità di pulizia che il pavimento deve garantire.

Nella presente scheda descriveremo le operazioni mediante le quali è possibile applicare un qualsiasi smalto per pavimenti in modo da ottenere una finitura antiscivolo.

Condizioni di Applicazione e di Esercizio

Vedere le schede tecniche dello smalto da utilizzare.

Preparazione del Supporto

Valgono i criteri specificati nelle schede tecniche dello smalto da impiegare.

Per la verniciatura di un pavimento in cemento che non è stato mai trattato con vernici occorre preparare adeguatamente la superficie con trattamenti idonei di abrasivatura meccanica, pallinatura o scarificazione, a seconda dello stato del cemento. Quindi, è indispensabile applicare un primer ancorante specifico per la vernice scelta.

Per la verniciatura di pavimenti in cemento già trattati in precedenza con smalti protettivi o realizzati con resine autolivellanti è opportuno, prima di procedere alla nuova applicazione di smalto, eseguire una carteggiatura del supporto allo scopo di irruvidire la superficie e migliorare l’adesione del rivestimento successivo.

Modalità di Applicazione

A) Metodo dell’aggiunta

Lo smalto da applicare viene additivato con l’inerte scelto direttamente nel barattolo.

Con questa modalità di applicazione occorre prestare particolare attenzione all’agitazione del prodotto che deve essere ripetuta spesso, anche in corso di lavorazione, per impedire che i granuli di inerte si depositino sul fondo del barattolo.

Il metodo dell’aggiunta viene utilizzato quando la granulometria dell’inerte scelto è piuttosto fine.

1a fase:

introdurre nel barattolo di smalto i granuli dell’inerte scelto. Agitare accuratamente per omogeneizzare la mescola smalto/inerti.

2a fase:

applicare la prima mano di smalto utilizzando il prodotto già addizionato degli inerti.

3a fase:

dopo la completa essiccazione della prima mano di smalto procedere all’applicazione della seconda.

Per questa operazione si può scegliere di utilizzare:

lo smalto tal quale, senza inerti, nel caso si voglia mascherare in parte

1. l'effetto in rilievo ottenuto con la prima mano (inerte a grana grossa);

2. la stessa mescola smalto/inerti preparata per la prima mano. Se l’inerte è a grana fine, infatti, la sopraverniciatura con il solo smalto rischia di coprire l’effetto antisdrucciolo.

B) Metodo della semina

Con questo metodo l’inerte scelto viene spolverato sul pavimento previa applicazione di una mano di vernice che funge da collante per le cariche.

L’operazione di semina deve essere eseguita da persona esperta in modo da ottenere una omogenea distribuzione degli inerti sulla superficie del pavimento.

Il metodo è consigliato nei rivestimenti a spessore e quando si desidera ottenere un effetto antisdrucciolo molto evidente con inerti a grana grossa.

1a fase:

sulla superficie opportunamente preparata applicare la prima mano di smalto utilizzando il prodotto tal quale.

2a fase:

sullo smalto ancora fresco spolverare i granuli dell’inerte scelto.

3a fase:

dopo la completa essiccazione della prima mano di smalto asportare eventuali particelle di inerte non ancorate.

4a fase:

procedere alla saturazione applicando una mano di smalto tal quale.

Materiali occorrenti:

Prodotto

Antisdrucciolo fine

PRIMER

SMALTO

SABBIA

O MICROSFERE VETRO

O POLIPROPILENE

Antisdrucciolo grosso

PRIMER

SMALTO

GRANI DI SABBIA

Consumo

0,150 kg/mq

0,400 kg/mq

4% sullo smalto

3% sullo smalto

2% sullo smalto

0,150 kg/mq

0,800 kg/mq

0,800 kg/mq