Risanamento delle Murature Umide mediante Barriere Chimiche
Ciclo specifico per bloccare l’infiltrazione dell’umidità ascendente.
Descrizione
I muri dei vecchi edifici sono spesso soggetti all’infiltrazione di umidità dalle fondamenta.
All’origine del fenomeno sta la porosità dei materiali da costruzione che determina la capacità del materiale stesso di assorbire acqua e di trasportarla per risalita capillare.
L’azione dell’acqua sulla muratura comporta tutta una serie di conseguenze dannose che si manifestano in forma di macchie di umidità alle pareti, efflorescenze di sali idrosolubili e quindi pregiudizievoli per il fabbricato, friabilità dei mattoni costituenti il muro, sfarinamento del materiale di giunzione e dell’intonaco, sfaldamento e distacco di parti del rivestimento di pittura murale, sviluppo di spugnosità nel muro e nelle parti in legno usate per la costruzione, proliferazione di muffe e microrganismi.
La maniera più efficace di contrastare il fenomeno dell’umidità ascendente è quella di ricorrere alle barriere chimiche.
Il procedimento consiste essenzialmente nell’introduzione di adatti agenti protettivi, mediante iniezione nella muratura attraverso fori inclinati verso il basso, per caduta naturale o meglio sotto pressione.
Come materiale da iniettare sono indicati:
· il cemento liquido, per il riempimento di grosse cavità;
· i silossani, per l’idrofobizzazione delle pareti dei pori contro la risalita dell’acqua.
La S.V.I.R. SRL ha reso disponibili per questo procedimento degli specifici silossani denominati PICASILAN S, PICASILAN W e PICASILAN K100, i quali presentano una capacità di impregnazione ottimale del materiale da costruzione e soprattutto una maggiore efficacia in presenza di sali dannosi dal punto di vista edilizio.
Trattando la muratura con i PICASILAN, i pori non vengono otturati, e la muratura stessa continua a “respirare” attivamente.
La tensione superficiale viene così abbassata che la bagnabilità del muro con acqua ne risulta fortemente ridotta e l’aspirazione per capillarità praticamente del tutto impedita.
Il successo di una barriera efficace e duratura contro la salita di acqua per capillarità dipende dalla profondità di penetrazione, ovvero dall’impregnazione dell’opera muraria da parte del prodotto di impregnazione.
Condizioni di Applicazione e di esercizio
Non eseguire il lavoro a temperature inferiori a 5°C e superiori a 35°C.
Prima di approntare una barriera chimica si dovrà determinare lo stato effettivo del manufatto, esaminando:
- il sottosuolo della costruzione (drenaggio)
- la situazione della muratura (spessore, muratura mista, statica, potenziale elettrico, fessurazioni, porosità)
- la malta usata per le giunzioni (porosa, gocciolante)
- la natura e la quantità del sale contenuto nel manufatto
- il movimento dell’umidità (infiltrazione, penetrazione sotto pressione, capillarità, acqua di condensa)
- il tenore di umidità dell’opera muraria.
Una volta accertato il quadro dei danni, essi si potranno suddividere per stabilire le prestazioni occorrenti, ivi compresi i provvedimenti coadiuvanti, come ad esempio la creazione di un drenaggio per l’acqua di infiltrazione.
Modalità di Applicazione
1a fase:
Staccare l’intonaco fino a circa 30-40 cm al di sopra della zona che appare umida.
2a fase:
Con il trapano a percussione ricavare dei fori da 12 mm di diametro con l’inclinazione di 30°, all’altezza di circa 10 cm sopra il terreno - all’esterno o all’interno - alla distanza di circa 20-25 cm, in due file contrapposte.
Per la fila inferiore si trapana fino alla profondità di almeno un terzo, e in quella superiore fino a due terzi dello spessore dell’intera muratura.
3a fase:
Nei fori, liberati dalla polvere mediante soffiaggio, introdurre delle sonde da 12 mm di diametro (di norma si impiegano 10 pezzi per operazione). Ogni sonda dovrà essere strettamente fissata.
4a fase:
iniettare all’interno dei fori la soluzione di PICASILAN pronta per l’uso, per caduta naturale o mediante apposita macchina ad una pressione di 2-7 atm.
Comunque, la pressione da applicare, come del resto la durata del trattamento, dipendono dalla porosità della pietra, dallo spessore su cui si opera e – non da ultimo – dal grado di umidità del muro.
In caso di caduta di pressione di una sonda che abbia incontrato una cavità, si dovrà bloccare la sonda e inserirla in un altro foro.
L’iniezione sarà terminata quando l’agente di impregnazione fuoriesce dalla superficie del muro.
Come regola empirica si può partire dal presupposto che, per una porosità media, si consumerà circa 1 litro di soluzione per ogni foro e per ogni dieci cm di spessore del muro.
5a fase:
Al termine dell’iniezione aprire le valvole, togliere le sonde dai fori, pulirle nel solvente e quindi riporle con le valvole aperte.
Richiudere i fori con malta cementizia.
6a fase:
prima di ripristinare l’intonaco attendere la completa essiccazione del PICASILAN che richiede circa 10-15 giorni a seconda delle condizioni ambientali, del prodotto utilizzato (in soluzione acquosa o in solvente) e del grado di impregnazione del materiale.
Durante questo intervallo di tempo sulla superficie trattata si può verificare la fuoriuscita di sali provenienti dalla muratura, che si presentano come delle efflorescenze.
Prima di applicare l’intonaco è necessario assicurarsi che le eventuali efflorescenze saline vengano rimosse mediante spazzolatura.
È consigliabile, inoltre, eseguire un trattamento desalinizzante per eliminare i problemi di salinità della muratura.
Ripristinare l’intonaco impiegando un intonaco di calce.
Materiali Occorrenti
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Prodotto PICASILAN S PICASILAN W PICASILAN K100 |
Consumo 1 litro/foro 1 litro/foro 0,1 litro/foro |
N.B.: per maggiori informazioni consultare le schede tecniche e di sicurezza dei singoli prodotti.
Tel.: +39 0775 806 000